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Un momento che resta
È qualcosa di più della quiete o del paesaggio aperto. Tornare in Lapponia è come tornare a casa dentro di sé.
Un pomeriggio la luce sembrava quasi immobile. La neve era alta sui rami. Camminavo sola nel bosco, sentendo soltanto lo scricchiolio degli scarponi e il richiamo di una ghiandaia in lontananza.
Poi è arrivato qualcosa che avevo spesso cercato e raramente trovato: niente che reclamasse la mia attenzione. Nessun appuntamento, nessuna pressione. Solo quel momento. Mi sono fermata, ho posato una mano su una betulla e ho chiuso gli occhi. C’era spazio per respirare, dentro e fuori. Ecco perché torniamo.
Che cosa ci fa tornare?
Non sono soltanto il lago, il panorama o la pace. Qui sentiamo di poter semplicemente essere noi stessi. Notiamo la luce e ciò che ci circonda invece di guardare l’orologio o pensare a ciò che dovremmo realizzare.
A volte gli ospiti ci dicono: «Non dormivo così profondamente da tempo», oppure: «Non sapevo che la neve potesse avere tanti colori».
Spaccare legna per la sauna, osservare gli uccelli sulla riva ghiacciata o stare seduti nel vapore caldo dà alla giornata uno scopo semplice. Sono momenti piccoli, ma per noi contano.
Il nostro luogo per fermarci
Quando la quotidianità è troppo piena, desideriamo un posto che ci chieda meno. La Lapponia è quel posto per noi: un rifugio e lo spazio per essere noi stessi.
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