In questo articolo
Una notte che ricordiamo
Era quasi mezzanotte. Avevamo spento le luci in casa e sedevamo ben coperti sulla terrazza, guardando il cielo buio. All’inizio non succedeva nulla. Poi è apparso un velo lieve, verde pallido. In pochi minuti la luce si muoveva sopra di noi in archi, spirali e onde.
Non c’era alcun suono e abbiamo perso la percezione del tempo. Da quella sera, il buio mi sembra meno vuoto e più pieno di possibilità.
Abituarsi al buio
Molti associano il buio alla solitudine o all’incertezza. In Lapponia le lunghe notti invernali fanno parte del ritmo dell’anno. Portano ore più tranquille e la possibilità di vedere l’aurora boreale.
Di notte emergono le piccole cose: le stelle, lo scricchiolio della neve, la quiete intorno alla casa. Gradualmente abbiamo cominciato a vivere il buio anziché aspettare soltanto la luce.
Come si forma l’aurora boreale?
L’aurora boreale nasce quando particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con il campo magnetico e l’atmosfera terrestre. Per vederla servono un cielo abbastanza buio, attività adeguata e una visuale libera dalle nuvole.
Da settembre a marzo la Lapponia offre molte notti buie per l’osservazione. La tarda serata e le ore intorno a mezzanotte possono essere buoni momenti, ma nessun orario garantisce lo spettacolo. Un luogo con poca luce artificiale, come i tranquilli dintorni di Ranua, facilita l’osservazione del cielo.
Che cosa ci resta?
Sotto la luce in movimento ci sentiamo piccoli e allo stesso tempo parte di qualcosa. Spesso nessuno parla. Guardare basta.
Alcuni ospiti raccontano di vivere poi diversamente il buio e di attendere con piacere le lunghe notti invernali. Per noi questo fa parte del fascino dell’aurora: cambia non soltanto ciò che vediamo, ma anche ciò che proviamo verso la notte.
La casaEsperienze e dintorniBlog














